Il Barbiere di Siviglia
Vicenza in Lirica - Teatro Olimpico

Tre recite, e tre sold out al Teatro Olimpico. Grande successo per Il barbiere di Siviglia di Rossini al centro del festival Vicenza in Lirica 2026, mettendo alla prova del fuoco i vincitori del Concorso Lirico "Tullio Serafin" dello scorso giugno. Sei giovani cantanti rodati attraverso l'Opera Studio – corso di alto perfezionamento interpretativo del festival stesso – prima d'essere messi nelle mani di regista e concertatore, con risultati finali, in verità, veramente lusinghieri.
Sull'insieme impera una vivace ed intrigante costruzione registica, quella di Natale De Carolis, che sfruttando all'occorrenza anche la cavea palladiana muove i personaggi con grande abilità, e imposta uno spettacolo spigliato, movimentato e divertente, condendolo di tante piccole annotazioni sceniche. Una graziosissima, coinvolgente mise en scène, capace di esaltare, soprattutto, i mille pregi del libretto di Sterbini e della musica rossiniana. Inevitabile che al termine il pubblico sia prodigo di generosi applausi per tutti.
La cifra è fresca, frizzante, dichiaratamente giocosa. Ma ciò che convince maggiormente è l'attenzione riservata alla caratterizzazione dei personaggi, ciasc
uno definito attraverso una personalità precisa e riconoscibile. È un Barbiere nel quale i protagonisti non sono semplicemente chiamati a cantare e recitare, ma a costruire individualmente il proprio rapporto con la scena, con gli altri e con il pubblico.
Anche l'impianto registico pensato da Natale De Carolis con le scene di Matteo Corsi contribuisce a questa lettura. Il palcoscenico diventa una sorta di contaminazione tra la bottega di Figaro e uno studio di pittura: tavolozze, scalette e oggetti compongono un ambiente vivace, nel quale trova posto anche la stanza di Rosina. Un mondo colorato e quasi fiabesco che trova la propria naturale prosecuzione nei costumi di Elia Baccarin, ispirati al mondo della grande Frida Kahlo. La suggestione è particolarmente evidente nel personaggio di Rosina, costruito visivamente con colori e forme che ne sottolineano l'indole indipendente e vivace.
Alla fine rimane soprattutto la sensazione di una serata nella quale tutto ha trovato una propria misura. La regia sfrutta il teatro senza subirlo, i costumi costruiscono un universo visivo coerente, gli interpreti danno ai personaggi una precisa identità e la musica accompagna la vicenda con equilibrio. Tutto si muove, tutto è vivo, ma senza che la vivacità finisca per diventare confusione.
È proprio questo, forse, il merito principale di questo Barbiere: lasciare che il pubblico si diverta, senza rinunciare alla cura del dettaglio. Rossini, del resto, non ha bisogno di essere sovraccaricato. Basta assecondarne il ritmo, lasciar respirare i personaggi e permettere al teatro di fare il proprio mestiere.
Pubblico festante e divertito. Applausi prolungati per tutti.
Maria Teresa Giovagnoli
Teatro tina di Lorenzo Noto(RG)

La Traviata
Un debutto accolto da un pubblico caloroso e partecipe ha segnato l'apertura della terza edizione del Festival Operistico del Val di Noto. Le due rappresentazioni de La Traviata di Giuseppe Verdi, andate in scena il 21 e 22 marzo al Teatro Tina Di Lorenzo, hanno registrato il tutto esaurito, confermando l'interesse crescente verso la rassegna e il forte legame tra il territorio e la grande tradizione lirica. Un avvio brillante per il Festival, che si afferma sempre più come uno degli appuntamenti culturali di riferimento della provincia di Siracusa, capace di coniugare qualità artistica e apertura internazionale.
Di grande impatto la regia firmata da Natale De Carolis, che ha proposto una lettura intensa e coinvolgente dell'opera verdiana, sostenuta da un impianto scenico curato da Danilo Coppola e valorizzato dalle luci di Andrea Iozzia. Eleganti e coerenti con l'impianto registico i costumi di Elia Baccarin, che hanno contribuito a definire l'estetica complessiva dello spettacolo. Ottima la prova dell'orchestra, diretta dal Maestro Corrado Valvo, che ha guidato con precisione ed equilibrio l'esecuzione musicale, sostenendo efficacemente il palcoscenico e valorizzando le sfumature della partitura verdiana. Sul palco, un cast di grande livello ha dato vita ai celebri personaggi dell'opera: nel ruolo di Violetta Valéry si sono alternate Maria Krylova e Claudia Ceraulo, mentre Alfredo Germont è stato interpretato da Davide Benigno. Nel ruolo di Giorgio Germont, Joshua Benaim. Completano il cast Miriam Carsana (Flora Bervoix), Sophia Cafoor-Camps (Annina), Salvatore Samperi (Gastone/Giuseppe), Alessandro Varghetto (Barone Douphol) e Paolo Breda Bulgherini (Marchese d'Obigny, Dottor Grenvil e Commissionario).
Elemento distintivo della produzione è stata inoltre la partecipazione dell'Emirates Opera Choir di Dubai, presenza di rilievo internazionale che ha arricchito ulteriormente il valore artistico dell'allestimento, sottolineando la vocazione sempre più globale del Festival. L'entusiasmo del pubblico e il successo registrato in entrambe le serate rappresentano un segnale importante per il prosieguo della stagione, che continuerà nei prossimi mesi con nuovi appuntamenti, mantenendo l'obiettivo di rendere l'opera sempre più accessibile e vicina alla comunità. Un inizio che lascia intravedere una terza edizione ricca di soddisfazioni, nel segno della qualità, della condivisione e della valorizzazione del patrimonio musicale.


